Sul pullman – Storia di una vecchina a cui non avresti dovuto parlare (PREPRODUZIONE)

FADE IN:

Marta vede Luisa sul pullman, la raggiunge per salutarla.

Un controllore sale sul pullman e chiede i biglietti.

Mentre Marta e Luisa si affannano per trovare i propri, una VECCHINA (bassa, minuta, eccessivamente truccata) di fianco a Marta è in difficoltà, poco stabile sulle proprie gambe perché non può tenersi al palo mentre usa entrambe le mani per cercare il proprio biglietto in borsa.

MARTA

Ha bisogno di una mano, signora?

VECCHINA

Eh, sa sono caduta dalle scale, mi sono fatta male all’anca, sono caduta anche un’altra volta, e il mio medico mi ha detto che farò meglio a non cadere più! Eh alla mia età si è un po’ così…

MARTA

(con aria di circostanza)

Eh, signora, si fa quel che si può…

VECCHINA

Ma sai cosa mi ha aiutato a tirarmi su in questi tempi difficili? La religione. Dio ci ascolta sempre, sai? Lui è lì per noi. Io l’ho scoperto da poco, ma mi ha fatta rinascere! Anzi, ho un volantino proprio qui…

La Vecchina si si appoggia a un sedile ora libero e si mette a rovistare nella borsa. Tira fuori un volantino, spiega gli angoli, lo aggiusta e lo porge a Marta. Poi cambia idea, ne cerca un altro meno rovinato. Lo trova, lo porge a Marta.

Marta guarda il volantino. Poi guarda Luisa. Luisa guarda Marta. Marta torna a guardare il volantino. Il volantino guarda Marta e Luisa.

Marta, in preda a un moto incontrollabile, prende il volantino. Sorride alla Vecchina cercando di non leggere le parole che Geova comunica ai nostri cuori. Piega il volantino e lo mette in borsa.

VECCHINA

Ecco, vai sul sito, lì. Così vedi le parole che ci ha detto Lui. Mi hanno aiutata tanto, Lui è lì per ascoltarci, sai? Mi farebbe tanto piacere se andassi sul sito a vedere.

MARTA

…lo farò, signora.

La Vecchina sorride contenta e si siede. Marta e Luisa si guardano, senza commentare.

Il pullman frena: è la fermata della Scuola. Luisa scende. Marta, prima di fare lo stesso, si gira: la Vecchina la sta guardando estasiata, agitando una mano.

VECCHINA

Buona giornata!

MARTA

Anche a lei, signora!

Marta scende dal pullman. Le porte si chiudono, il pullman riparte e si allontana.

FADE OUT.

[Note di stesura:

  • Nel girare la scena si tenga presente che c’era pubblico.
  • In questa scena, Marta è in preda ad un dubbio esistenziale: far presente alla Vecchina le proprie opinioni o lasciare perdere e farla contenta?
  • La risoluzione è che Marta deciderà di lasciar credere alla Vecchina di essere stata convertita in cinque minuti. D’altra parte, la Vecchina pare sia credente per davvero, e chi è lei per rovinare la giornata di una signora anziana con un’anca malconcia che non rivedrà mai più in vita sua?
  • Il controllore non prende i biglietti né di Marta, né della Vecchina, né di Luisa. Quindi sì, la conversazione sarebbe stata evitabile, ma nonostante il brutto pretesto narrativo è da girare esattamente com’è scritta.
  • (Marta non andrà mai sul sito).
  • (Marta è il tipo di persona che riesce a farsi fregare dai testimoni di Geova che nemmeno le hanno bussato alla porta).]

Lux 😛

Sul pullman – Gente che ti salva la vita

Il pullman è un luogo di perdizione. Succedono molte cose brutte, sul pullman. Cose molto brutte. Però succedono anche cose carine e divertenti.

In breve.

Sei sul pullman con una tua amica che vai verso l’università per la lezione pomeridiana. Come te e lei, altri poveri universitari condividono il tuo destino.

Il pullman non è affollato, ma neanche propriamente vuoto, così quando un giovane uomo (che presumi essere un universitario come te) ti chiede di farlo passare per andare a obliterare il biglietto (evidentemente c’è ancora qualcuno che lo fa, NdA) sei costretta a staccarti dall’unico appiglio sicuro che hai – il palo – e cominciare a pregare che il tizio evapori prima che il pullman parta, altrimenti rotolerai per tutto il suddetto pullman.

Cosa che ovviamente non succede.

Alla prima vibrazione del motore intuisci che sta per succedere il disastro: ti aggrappi (pietosamente) alla tua amica cercando di non far cadere anche lei e le annunci un ironico “sto per morire”, che non fa altro che attirare lo sguardo inorridito di tutti i passeggeri che l’hanno sentito (…evidentemente pensavano fossi seria…?).

In mezzo secondo vedi la tua vita che ti passa davanti. Ok, meno tragica, cerchi disperatamente un modo per restare in piedi. E sempre in mezzo secondo LUI, il tizio che oblitera, ti afferra per un braccio e ti salva la vita.

Mentirei se dicessi che non mi ero prefigurata una continuazione da chick-flick. O almeno che sarebbe stato un modo assolutamente strafigo per conoscere una persona nuova.

Purtroppo però il salvatore misterioso non so chi sia.

In ogni caso grazie. Mi hai risparmiato un numero non indifferente di lividi e una figura di merda colossale.

Lux