Argilla

Sono bravissima a farmi del male da sola.
Mi autodistruggo con estrema meticolosità.
Con logica inattaccabile.

Sono brava ad illudermi.
Mi chiudo in bolle di sapone.
Dentro a palazzi con mura di acciaio e cemento.

Eccello in tutto ciò che è pertinente al fermarmi di scatto.
Da un giorno all’altro, sono ferma.
Di marmo.
Non respiro nemmeno.

Vengo modellata nel fango dalle mie stesse mani.
Mi espongo al sole, e quando è troppo, la mia pelle si crepa.
E voglio scappare.
All’ombra.

Ma è troppo tardi.
Sono un pezzo di argilla essiccato al sole, in mezzo al fango.
Non mi muovo.
Non respiro nemmeno.

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