Le Virgole

Ci sono virgole, che non vanno messe. E altre, che vanno messe per forza.

Anche se può sembrare che ci sia una virgola, a volte non c’è. E a volte invece, c’è.

Si tratta di dare fiducia al lettore.Come il passaggio da sceneggiatura, a regia: devi confidare che il regista sappia cogliere le inquadrature come le hai suggerite, senza scriverle testualmente. Allo stesso modo, il lettore leggerà, a mente o a voce alta, quello che scrivi, e saprà dare l’intonazione giusta. Saprà fare le pause giuste. Saprà respirare, nei momenti giusti.

Si spera. Se non lo sa fare, molto probabilmente dovrà fermarsi a metà di una parola, per evitare il collasso.

Ma questi, non sono problemi dello scrittore.

Lo scrittore, mette le virgole al posto giusto.

 

Lux

P,S,: Lo so, la cosa della sceneggiatura l’ha capita solo chi sa scrivere sceneggiature. E il resto, solo chi sa scrivere. Gli altri saranno lì a chiedersi quanta poca vita sociale abbia. Vi levo ogni dubbio: poca.

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L’Essere è, e non può Non Essere

E’ la prima volta che mi succede.

Avere un’idea che mi piace, ma non solo piace, che proprio sembra dover uscire da sola, che la senti con tutto il corpo fino alla punta del naso e delle dita, che un po’ già se ne va fuori quando espiri.

E non riuscire a scriverla, a concretizzarla in qualche modo, perché ne ho paura.

Perché è un’idea così importante, così piena, che mi fa paura scriverla, che non so se riuscirei, che mi si chiude forte forte la bocca dello stomaco appena immagino la frase successiva.

Poi, magari l’idea in sé non è neanche così forte o così promettente. Il punto è che io non lo so. Non so nemmeno se sia lecito o opportuno scriverla. Mi fa paura anche questo, che qualcuno mi dica “No, tizia, non hai capito. Tu di queste cose non hai il permesso di parlare perché non ne sai un cazzo.”.

Ed è vero, non ne so un cazzo. Ad essere onesta, vorrei tanto non saperne mai un cazzo per tutta la vita, ma so che prima o poi succederà.

Ecco, forse è per questo che ho paura di scriverne. Perché ho paura di descrivere lo stesso tipo di sentimento che mi troverò prima o poi ad affrontare e del quale non voglio parlare. Insomma, ho già parecchie turbe psichiche senza andarmele volontariamente a cercare. Forse è piena di me, e non voglio lasciare che qualcun altro veda e conosca parti così intime delle mie paure e dei miei sentimenti. Però…

Però se avete mai scritto anche solo due righe nella vostra vita che non fossero un tema scolastico o un bigliettino di auguri sapete che ci sono certe storie, certe idee, che semplicemente sono.
Se poi sono giuste o sbagliate non è importante. Ma sono. E voi dovete farle essere.

Ed ecco che in tarda serata mi trovo a dire che forse aveva proprio ragione Parmenide, quel tizio dell’antichità che tutti perculano perché dice cose ovvie.

Quando le cose le devi inventare ad un certo punto ti rendi conto che forse non è così ovvio e forse non stai inventando proprio niente. C’erano già prima, quelle storie. Tu le stai solo scrivendo.

(in tutto questo, ovviamente, la storia di cui parlo non è stata che accennata su un foglio di word)

(stasera però ho lavorato, giuro. ho scritto altro, ma ho scritto)

 

  • Lux