Oniro

John Gruber si massaggia le tempie, sospirando. Sa che questo gesto lo porterà ad essere accecato dai flash dei fotografi inginocchiati davanti alla prima fila. Sa che si alzerà quel brusio sdegnato che ormai conosce bene, e sarà un po’ più forte e un po’ più nervoso del solito. Sa che la signora Cheng, New York Times, sorriderà soddisfatta per aver posto una domanda in grado di metterlo in difficoltà. Non che sia vero – la sua pausa ha lo scopo puramente pratico di alleviare il mal di testa che lo accompagna da circa trentasei ore, ma questo lei non lo sa. Così come non lo sanno i fotografi, che infatti sguinzagliano le loro reflex. Così come non lo sa il resto della sala stampa.

“Io credo,” dice, la sua voce un po’ più ferma e un po’ più potente del solito. “anzi, sono sicuro, che non ci sia assolutamente nulla di immorale o non etico nel modo in cui questa azienda ha operato. Non più di quanto sia illecito o immorale per qualunque piattaforma online trarre profitto dagli annunci che presenta ai propri utenti. Non mi ricordo di aver mai assistito a un tale scandalo per la pubblicità mirata di un social network.”

“Signor Gruber,” Cheng continua, senza preoccuparsi di nascondere il proprio sdegno. “Nessuno naviga più in internet praticamente dal giorno esatto in cui la Oniro ha messo in commercio i propri dispositivi. L’azienda ha il monopolio quasi totale del più potente mezzo di comunicazione che l’umanità abbia mai conosciuto. Quello che viene chiesto è di assumersi le proprie responsabilità e renderne conto al pubblico.”

“Oniro ne rende pienamente e totalmente conto al pubblico, l’ha sempre fatto. Quello che non farà è assumersi la responsabilità di uno scandalo che neanche dovrebbe essere tale. L’utenza ha firmato un contratto per l’utilizzo di un servizio. Questo contratto è stato aggiornato, con dovuta notifica, il giorno 23 Dicembre 2073. Chiunque si sia trovato a sperimentare il nuovo format ha accettato i termini dell’aggiornamento.” Nessuno li obbliga a continuare ad utilizzare il Navigatore, pensa John. Ma è troppo intelligente ed esper per fare lo sbaglio di dirlo ad alta voce e invitare i clienti a mandare la Oniro in bancarotta – o quantomeno a farlo licenziare.

John si accorge quasi subito di aver fatto centro. La sala è più silenziosa di prima. La tensione è palpabile, ma nessuno osa parlare. La signora Cheng lo fissa dalla quarta fila. Scuote la testa impercettibilmente, ma si siede. John sente il sospiro di sollievo di Peter, alla sua destra, e spera che non l’abbia sentito nessun altro.

Sta per decidere di concludere la conferenza, quando una mano si alza, in seconda fila, seguita da un giovane uomo ispanico, esile e senza dubbio con più coraggio degli altri colleghi in sala.

“Manuel Delgado, Washington Post.” lancia un’occhiata allo schermo del proprio tablet, prima di continuare. “I dati mostrano che gli incassi dei punti vendita EatFast sono incrementati in media del trentasei percento da quando la Oniro ha cominciato a diffondere la campagna pubblicitaria. Non è forse una conferma che agire direttamente sul subconscio ha ripercussioni sull’individuo più importanti che una qualunque attività cosciente?”

John ride, si appoggia allo schienale della propria sedia e osserva la confusione che la sua reazione provoca nel giornalista. Non sa quante volte gli è stata posta questa domanda, con quante diverse formulazioni, in quante differenti occasioni e in quante lingue diverse – è una rassicurazione che non ripeterà mai abbastanza. La gente è ossessionata e terrorizzata dalla possibilità che qualcuno giochi con il loro subconscio. L’ironia sta nel fatto che, se davvero fosse possibile controllare i pensieri delle persone, senza dubbio la prima cosa che farebbe la Oniro sarebbe cancellare quella stessa domanda dalla faccia della Terra.

“Lei ha visto troppi film, signor Delgado.” risponde, continuando a sorridere. “Il Navigatore utilizza il sonno per mettere in contatto le persone, tra di loro e in certi casi con delle AI. Non modifica i pensieri, non agisce sul subconscio, non impianta convinzioni. Anche se fosse possibile – e non lo è – nessuno avrebbe alcun interesse nell’usare queste tecnologie per prendere il possesso della sua vita, o di quella di chiunque altro. Può dormire sonni tranquilli.”

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