Ma comunque perché sono così inquieta, esattamente?

Quindi.

Ultimamente succedono cose che mi preoccupano. Parlo sia di me stessa, che della gente che mi circonda, che del mondo intero. Succedono cose che mi fanno paura. Sì, parlo anche degli attentati a Parigi, ma non solo.

Non so, è come se sentissi che sta per succedere qualcosa di grosso. Potrebbe anche essere qualcosa di positivo, non saprei, ma un grosso cambiamento.

Quando penso alla politica estera mi viene da pensare alla guerra. Onestamente, con questa cosa dell’aereo russo, siamo un po’ nella merda. La gente ha tante opinioni riguardo alle religioni, alla politica, ai confini e alla libertà, e sono tutte sbagliate, anche la mia. Perché da qualche parte la testa la sbattiamo, e comunque la Francia è un posto molto vicino e l’Italia è notoriamente incapace a fare scelte intelligenti quando si tratta di guerra (anche se, devo dire, quantomeno per ora stiamo cercando di tenerci buoni tutti) (e anche questa granata prima o poi ci esploderà in faccia, ma apprezziamo il tentativo) (no, non sto argomentando nulla, ma in fondo il mio non è un blog d’informazione).

A livello più personale ho come l’impressione che a breve mi troverò coinvolta in qualcosa che sconfina dal mio controllo in tutti i modi immaginabili. Sarà la famosa struttura in tre atti che mi plagia il cervello, ma non riesco a scrollarmi questa sensazione di dosso. Non saprei neanche se davvero possa trattarsi di qualcosa di negativo, magari è semplicemente una buona occasione, però anche le buone occasioni finora non mi sono mai sembrate un grande evento, o un punto di svolta. Ora, invece, ho come la sensazione che stia per accadere qualcosa e che cambierà le carte in tavola.

Il problema con tutto ciò è che sono una donna di logica, anche se la gente è convinta che essendo una che classificano un’artista wannabe la logica sia ciò che più dista dal mio pensiero giornaliero. A questa gente dico che la famosa struttura in tre atti è il trucco che c’è ma non si vede, e comunque pensarla da zero è doloroso per anima e corpo e voi potrete anche piangere davanti a un film o una pagina scritta ma vi assicuro che l’autore/ice ha pianto di più e ha pianto sangue.

In ogni caso, essendo appunto una donna di logica, le sensazioni non fanno per me. Sono sicura che sia solo una sensazione, ma sono anche sicura che ci sia una causa scatenante (o, più probabilmente, una serie di cause) da cui partire per arrivare a capire perché ho queste sensazioni drammatiche.

Sicuramente Parigi. Sicuramente. Ho avuto paura, anche se un po’ me ne vergogno, e se devo essere onesta se ci ripenso ne ho ancora un po’. Ovviamente questo non mi ferma dal mangiare al ristorante, prendere la metro, andare ai concerti e visitare le piazze la sera quando la luce è bella e l’aria profuma di cibo.

Poi ‘sta storia di inventare storie. Penso sempre un sacco a come potrebbero andare storte le cose e questo credo influisca a livello del subconscio su come percepisco la realtà. Non è roba bella, perché se ci rinuncio perdo la possibilità di scrivere cose con un senso ma se non lo faccio ad un certo punto impazzisco. E infatti.

Per finire, le cose vanno bene, cazzo. Gente che assalta Parigi a parte, che comunque è una cosa lontana da me abbastanza perché non debba preoccuparmene per più di mezz’oretta al giorno, le cose vanno bene. Non ci sono troppo abituata, ecco – non è che di solito andassero troppo male, ma nemmeno andavano così bene da dire che sono una persona fortunata e felice. Adesso lo sono, e lo so, sembra stupido dirlo e un po’ troppo drammatico, ma non penso di essere mai stata così felice in così tanti ambiti contemporaneamente. Consegno i compiti in tempo! Ho voglia di farli, addirittura! Ho voglia di uscire, di camminare, di mettermi in gioco (ehi, ehi, non troppo, ma ci sto lavorando eh, con calma)! E poi la gente mi fa complimenti, e sono innamorata, e ancora abbastanza tranquilla dal punto di vista finanziario, e a volte mi sale un po’ d’ansia ma poi per qualche motivo sparisce. Tutto ciò è molto positivo.

E siccome lo è, e siccome non ci sono esattamente abituata, sto aspettando il pizzicotto. Aspetto di svegliarmi perché dai, le cose vanno bene da troppo tempo, o è un sogno oppure sta per succedere qualcosa di talmente disastroso da mettere in ombra tutto il resto.

Tutto ciò è inconscio, ovvio, e non è che il fatto che le cose vadano bene a me renda invalide le argomentazioni in favore della merda in cui siamo in quanto a politica internazionale. Ma su di me, su come mi approccio anche a queste questioni, la mia situazione ha un effetto non ignorabile.

Anche un po’ meno non sarebbe male.

 

Lux

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