Lux

All’inizio era chimica. Chimica, e lunghezza d’onda simile. Mi piaceva, molto anche, ma era un piacere superficiale, a pelle. Non meno importante, solo uno di quegli interessi iniziali che hanno le potenzialità sia di evolversi che di morire senza fare scintille.
Ma sono le piccole cose e i piccoli gesti gratuiti quelli che mi hanno fatta innamorare per davvero.

Come quando siamo in una stanza piena di gente che non conosco bene, lui mi guarda, mi sorride e mi fa l’occhiolino. Per qualche secondo non sono nemmeno sicura di ricordarmi come si respira.
Una volta stava guidando e si è fermato sul ciglio della strada perché era troppo tempo che non mi baciava. E un’altra, forse la seconda volta che uscivamo insieme, mi ha fermata dopo aver attraversato la strada per lo stesso motivo.
Mi piacciono i modi diversi che ha di reagire ai complimenti e alle cose positive. E mi piace che parla tanto, a volte tantissimo, ma poi si ricorda sempre di chiedere il mio parere, o com’è andata la mia giornata, o come sto.
Mi hanno fatta innamorare i nostri discorsi analitici sui film e i cartoni animati (…soprattutto cartoni animati) che guardiamo insieme. E che parliamo di un sacco di cose e a volte siamo estremamente sdolcinati, a volte ci prendiamo per il culo, a volte invece parliamo di come potremmo affrontare una rottura, se dovesse succedere, perché siamo il tipo di persone che discutono anche di queste cose.
Mi ha fatta innamorare il modo in cui ogni tanto ha allungato la mano sul tavolo per prendere la mia, e io stavo giusto pensando di fare lo stesso ma per qualche morivo mi stavo trattenendo. E quando mi dice che sono bella, anche se sa che non ci credo, e me lo ripete per tre o quattro volte nell’arco di due minuti finché non gli dico di smetterla.
Mi sono innamorata anche perché sopporta i miei momenti di insicurezza, e riesce incredibilmente a trovare le parole giuste per affrontarli. Come quando mi invia delle canzoni come mezzo per integrare un discorso un po’ più complicato del solito.
Mi ricordo soprattutto queste piccole cose, come quando ci siamo addormentati tenendoci per mano e ci siamo svegliati in un’altra posizione, ma sempre per mano. E la lotta per buttarci a vicenda giù dal letto. E quando mi presta una maglietta per dormire. E i momenti in cui mi guarda e sorride senza motivo, ma davvero senza alcun motivo visto che sto mangiando spaghetti, o accendendo la macchina, o mi sto lavando i denti.

Lo amo perché mi fa sentire bene, e stupida, e importante. Perché mi rispetta, e mi vuole bene, e mi ama a sua volta.
Ma soprattutto perché non so il perché. Ci sono così tanti motivi che elencarli tutti è impossibile.

Che poi in realtà ce n’è solo uno. C’è solo lui.

Lux

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